Ogni lunedì mattina arriva nella mia casella di posta elettronica una poesia.
Non opera di corteggiamento (e mò mu bec...). Né iastemma criptata o catena di SanAntonio ammodernata.
E’ la news letter di Casa della Poesia.
Alcune di queste poesie non riescono a far vibrare le mie corde e non ricevono accoglienza. Le cestino prima di arrivare al terzo capoverso. Sono una chiavica lo so. Ma siamo semplicemente distanti. Altre mi meravigliano e rapiscono ancora. Come quella di questa settimana. Qualcuno mi ha detto “ma che stai ‘a pensa alle poesie co quello che succede”. Lo spirto di cazzima che entro mi strugge suggerisce “proprio per questo”.
Se ce la firiamo ancora di invocare Poesia, come un maggio luminoso sui nostri continenti funestati da Nulla e Ipermercati, ogni volta, persi nel penoso groviglio delle incerte lotte, sappiamo a cosa tornare.
Oso invocarti in questa Europa cieca
sfiancata da calura e siccità
corrosa da diluvi e frane
continente di cenere e liquami
dove sono sovrani incontestati
Nulla e Ipermercati.
Oso invocarti e sperare, Poesia.
Senza essere né Davide né Salomone
senza possedere né Betsabea né la Sunemita
e senza conoscere il linguaggio
degli sparvieri o delle formiche
io ti invoco, ritorna
ritorna come un maggio
luminoso-selvaggio
e come il primo raggio
soffiante-biancheggiante
dell’alba.
Ritorna, ritorna.
Ritorna foreste, anime, cattedrali.
Ritorna azzurri giardini orientali.
Ritorna, ritorna
Vergine, Venere, Africa.
Non sarai più la stessa,
migrerai, muterai
e noi non ti vedremo come non vide
Mosè la Terra Promessa.
Ma ritorna, ritorna, Poesia.
Oso invocarti e sperare.
Seduto sulla sponda del torrente in secca ad aspettare
e ancora tra le rovine a cantare.
(Giuseppe Conte, Salmo 2)
Lo so. Mi direte che sono, la solita pesante, che sto guastandovi la festa. Zavorro la vostra salita in cima all’allegria.
Ma scusate, a me stasera di essere entusiasta non mi viene proprio. Non ci riesco a fare il controcanto ai coretti da stadio alla “tenevaionotenevaisiono…”. Anzi.
Pensando che Berlusconi è caduto per la janara Carlucci e il reperto neolitico Pomicino e non per l’azione di altre figure che i più alti doveri istituzionali pure avevano, criptonizzato dai mercati e non dalla politica, a me, mi scende proprio lo sconforto.
Poi penso all’eredità lasciata e mi scappa proprio a chiagnere.
Un paese a sua immagine e somiglianza e le cui generazioni più giovani non conoscono altro modo di far politica che la televendita. Sangue e pazienza costerà questa deberlusconizzazione. Scorie ovunque.
Così che a star serena non ci riesco proprio.
Sarà, che di che fine farà Sirvio io, francamente me ne infischio, più occupata a capire che fine faranno diritti, pensioni (che bella parola) stipendi, la spesa dello Stato per i cittadini se si applicano le disposizioni contenute nella letterina a morto della Banca Centrale Europea.
Quello che invece mi interessa è capire in che sistema Europa ci siam ficcati seguendo il coniglio dei mercati finanziari e se l'Italia è divenuta una repubblica neoliberale fondata sui mercati.
Se ci sarà l’innalzamento dell’età pensionabile prima ai 67 anni e poi a seconda di quando mediamente schiatterà il lavoratore nel corso degli anni. Se lo Stato tasserà di più i cittadini.
Se dipendenti pubblici saranno messi in mobilità obbligatoria. Se beni e patrimoni dello Stato varranno quanto i soldi del monopoli.
Eppur sarebbe di sollievo al mio malumore discutere di se si permetterà che si possano assumere per stipendi da fame ragazzi, sostituti di lavoratori più anziani spolpati fino all’osso, un po’ polli e senza tutele con la scusa dell’ulteriore flessibilità del lavoro, coi contratti di apprendistato, a tempo parziale e di inserimento (a quel posto). Se sarà più semplice licenziare anche in posizioni a tempo indeterminato. Se i servizi pubblici locali ( acqua, trasporti, etc) saranno liberalizzati e privatizzati, con buona pace dei referendum.
Ecco, di questo mi interesserebbe parlare e far parlare.
Rassicuratemi su questo vi prego e a festeggiare ci vengo pure io. Financo a suonà i piattini.
Ma fin ad allora c'è poco da zompettà e tutto il resto è avanspettacolo ancora.
"In occasione della mia visita alla Signora Tavola Marianna, presso il sito dei prefabbricati di Pregiato di Cava de’ Tirreni, ho avuto modo di constatare la condizione abitativa vergognosa in cui queste persone versano.
Strutture piene d’amianto, umide, fatiscenti, prive della minima manutenzione.
Ritengo tale situazione indecente ancor più per le condizioni in cui versa la Signora Tavola: tracheostomizzata, lettizzata e costretta a continue cure.
Non è proprio la condizione in cui può vivere una persona in salute figuriamoci una persona malata.
Per questo ho ritenuto un dovere segnalare la situazione agli organi preposti ed all’amministrazione di Cava de’ Tirreni.
Il mio augurio è che il Sindaco e chiunque può qualcosa per migliorare le condizioni di vita di queste persone compia quanto è in sua facoltà.
Tanto più che persone come la Signora Tavola sono tutelate da leggi specifiche il cui fine è proprio evitare che trascorrano la loro degenza in ambienti insani ed insalubri come il prefabbricato in cui vive adesso.
E’ interesse di tutti cancellare questa vergogna quanto prima da una città bella e civile come Cava."
On. Anna Petrone
Vice Presidente della “V Commissione Regionale Permanente
Sanità e Sicurezza Sociale”
Componente della “Sesta Commissione Regionale Permanente
”Politiche Sociali e Ricerca Scientifica"
In un paese in cui invece di parlare della manovra economica varata dal governo e di come peserà, per ben oltre la metà, su famiglie italiane già stremate...
...dove i 95 accusati di aver riempito le campagne
del Casertano di rifiuti tossici, i gentiluomini portati alla fama internazionale da Gomorra per intenderci, potranno evitarsi anche la noia di un processo...
In uno scenario che vede le sue generazioni più giovani senza prospettiva d’ammortizzatori sociali né casa o dove le fasce più deboli della popolazione perderanno ogni tipo di assistenza nei prossimi tre anni ed oggi non hanno già più il diritto ad un educazione pubblica dignitosa...
...invece, anche oggi la preoccupazione dominante del governo è come togliere il premier dai guai e indorarne le fetenzie e le prime pagine dei nostri principali quotidiani sono occupate a spiegarci come la Arcuri era troppo volgare pure per Berlusconi, non stupisce che in meno di tre ore, solo ad un banchetto di provincia, si raccolgano più di 200 firme contro il Porcellum, che certo non ha a che fare solo con Berlusconi.
Vorrei rassicurare il Vicesindaco Napoli che quando la nostra la nostra rivoluzione di pace, diritti e lavoro sarà compiuta, noi, non ce lo mangeremo.
C’è un limite a tutto.
Allo sciopero del 6 settembre anche Salerno ha risposto benissimo. Il corteo partito da p.zza Ferrovia è arrivato a p.zza Amendola come un frastagliato nastro rosso. Ha pure improvissato, davanti al palazzo della Provincia, un vero e proprio concerto per fischietti e bandiere rosse. Fra i diversi interventi quello del Sindaco di Pollica è stato forse il più emozionante.
Io mi sono trovata, pezzettino di questo nastro rosso, senza la mia macchina fotografica ed ho scattato lo stesso. Con il cellulare. Per cui chiedo scusa per la qualità delle immagini ma penso che niente racconti meglio l'entusiamo delle nostre mobilitazioni che quello che ne riporta colori e luce. O almeno ci prova.


Davanti alla Provincia di Salerno concerto per fischietti e bandiere della cgil. Speriamo il Presidente abbia gradito.
Manifestare stanca :)
Patrizia in marcia.
Non potevo tenermi dal manifestare, è uscito come stava in bottega.

Il Sindaco di Pollica, Stefano Pisani
Banchetto ambulante per la raccolta firme contro il porcellum
Pace, Diritti, Lavoro ed eterni riposi.

La presa di coscienza più difficile della mattinata...:)
L' Espresso qualche settimana fa ha reso noto l'elenco di 1464 ex deputati egli 843 ex senatori che intascano le cosidette Pensioni d'oro.
Se lo scorrete ci troverete anche diversi nomi di casa nostra. “Giovanotti con un grande avvenire dietro le spalle che si godono la vita dopo gli anni di militanza parlamentare” commenta il giornale. La crisi economica ed il duro attacco che la categoria sta subendo potrebbero essere da sprono, per questi ormai ex-giovanotti, a donare parte o tutti i loro vitalizi come segno di responsabilità in un momento difficile per la nazione che hanno servito.
Una fesseria d'agosto mi si potrebbe dire.
A dire il vero, io trovo una fesseria pensare che la riduzione dei costi della politica stia tutta dentro la soppressione dei Comuni con meno di 1000 abitanti, le quali spese per gli organi istituzionali sommate assieme non valgono quelle di una manciata di Deputati.
Trovo un'assurdità tagliare le Province in base ad un semplice criterio demografico senza tener conto di altri fattori.
Ho trovato un'assurdità e sperpero di denaro pubblico il consiglio comunale di ieri a Cava. Ordine del giorno: Riflessioni sulla grave crisi economica del nostro paese.
Quello che il solleone aveva risparmiato della maggioranza gridava peste e corna di questa manovra e quanto fosse scellerato questo governo...loro, che c'hanno le bandiere con Silvio presidente ancora fresche di sventolio negli armadi e zompettavano a ritmo di vento di cambiamento fino a poco fa.
Da diversi giorni Cirielli tuona contro questo governo e questa manovra allo stesso modo.
Il presidente della provincia di Salerno è un altro dei rappresentanti della casta che potrebbe dare un bel segno di responsabilità rinunciando ad uno dei due incarichi pubblici che ricopre o meglio ancora devolvendo uno dei due stipendi. Il presidente Cirielli, al capo del governo scoperto scellerato solo di recente, prestò il cognome per suggellare il capolavoro della legge 251/2005-"ex Cirielli". Questa legge, lo ricordo per vizio di nostalgia, consentendo l'estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio per i processi come lodo Mondadori, Lentini, diritti tv Mediaset, rese un bel servizio al Cavaliere.
L’Anci, l’associazione nazionale dei comuni, si prepara a partecipare con proposte concrete alla mobilitazione degli Enti Locali contro questa scandalosa ed inutile manovra finanziaria e nei prossimi giorni ha organizzato degli appuntamenti di protesta a cui sarebbe utile che l'amministrazione di Cava partecipasse se davvero si hanno a cuore le sorti dei nostri comuni. Continuare a sperperare soldi dei contribuenti per Consigli comunali che non trattano dei problemi di Cava, anzi fisicamente li allontanano dall’assise quando si permettono di ricordare che esistono ci serve a poco. Molto poco. Però, forse, rende un servizio altrove.
29 Giugno 2011, un giorno prima della dichiarata consegna delle chiavi, l'Ass. alla manutenzione Urbana del comune di Cava de' Tirreni dichiara "Ci è sembrato doveroso far slittare di qualche giorno ancora rispetto alla data fissata del 30 giugno la consegna degli alloggi ai residenti dei prefabbricati. La Commissione Consiliare sulla Casa sta da tempo lavorando per una verifica a tutto campo dei requisiti e delle regolarità nell'assegnazione per tutti quelli che ne hanno fatto richiesta ed è ormai arrivata a un passo dal traguardo. Una delle ultime sue riunioni si consumerà proprio domani, giovedì 30 giugno, e, dunque, proprio per il rispetto che il lavoro dei suoi componenti merita abbiamo deciso di far slittare di una manciata di giorni la consegna delle chiavi."
E rispetto per chi da trent'anni vive in una scatola di metallo con l'amianto intorno?
18 Luglio 2011: Tranquilli, sono ancora qui e nessuno si è degnato di fargli sapere cosa sta accadendo.
Quanto si può rimanere in una scatola umida e ghiacciata d'inverno, afosa e asfissiante d’estate? E come si convive con l'amianto tutto intorno o con la gente che ti viene sversare l’immondizia davanti casa perché per come state combinati "un poco di monnezza in più che fà"?
Chiedetelo a chi a perso il conto e la salute aspettando una casa degna di questa definizione. Chiedetelo, per esempio, agli abitanti dei prefabbricati di Pregiato.
Se glielo aveste chiesto ieri, però, mentre fissavano le case appena illuminate di cui giovedì 30 giugno dovrebbero ricevere le chiavi senza però potersi trasferire ancora, forse non vi avrebbero risposto subito. E' possibile che non vi avrebbero neanche ascoltato. Non molto altro contava che quello che veniva illuminato ieri sera: le case. Le case che guardavamo come se fossero la luna dai prefabbricati e sono a pochi metri, a cinque minuti di cammino .
Ed insieme alle case ogni cosa era illuminata. Anche le ombre, gli stenti, la stanchezza di anni pesanti, pesantissimi. La sola accensione delle luci sulle nuove case di Pregiato ha reso tutti un po’ più spensierati. La contentezza di passare in un appartamento vero dopo tanti anni è tale che si dimentica pure che le stanze sono così piccole che nella camera da letto armadio e letto insieme non ci entrano.
La gente si cerca l’appartamento assegnato con gli occhi. Se lo indica come se fosse la terra promessa.
Franca con noi, a vedere le luci accese sulle palazzine, non ci viene. Deve far mangiare la madre. La salutiamo prima di avviarci a vedere le case colorate accese nella notte.
Franca e la madre, Marianna, sono nei prefabbricati dall’ottantasei circa.
Nel 2005 alla madre è diagnosticato un cancro alla gola a cui deve seguire una tracheotomia che la costringe a respirare attraverso una macchina. Come se non bastasse è pure costretta a letto da una frattura al femore.
Marianna è in equilibrio precario e delicato, può essere spostata pochissimo e con attenzione. Lo sanno bene gli operatori del pronto intervento che vengono a soccorrerla quando è necessario.
Lo sa benissimo Franca che per questo aveva chiesto a chi di dovere, ai signori che i prefabbricati se li ricordano bene soprattutto in campagna elettorale, che quando le case fossero state assegnate a loro potesse essere concesso un piano terra.
Qualsiasi altra posizione sarebbe stato un attentato alla sopravvivenza di Marianna. Un tentato omicidio. Franca ad oggi una risposta alle sue lettere non la ha ancora ricevuta. Men che meno la casa a pian terreno.
Qualcuno ha fatto finta d'impegnarsi.
Altri le hanno detto, che nelle palazzine di Pregiato, gli spazi al piano terra saranno esercizi commerciali e tutto lascia presagire che neanche la condizione in cui si trova la madre farà rivedere i piani. Qualcun altro le ha assicurato che appartamenti al piano terra disponibili, in altre zone di cava, non ve ne erano per poi assegnarne alcuni dopo poco.
Franca aspetta giovedì come la linea di demarcazione fra la decenza e la bestialità. E con lei tutti noi. Ma attenzione però.
Chi segue una persona malata che ama è l’approdo di una forza che viene da altrove. La cui natura è al di là dell’umana comprensione.
Un torrente che non conosce argini se viene esasperato.
A circa un mese dagli storici Ballottaggi delle ultime amministrative rileggere i risultati delle ultime elezioni forse può aiutare a capire le sottointese dichiarazioni di guerra degli ex-amici ed gli espliciti pruriti recenti di alcuni leader di casa nostra.
Sono stati circa 13 milioni gli elettori chiamati a rinnovare i consigli comunali e provinciali nella tornata amministrativa del 15 e 16 maggio 2011. 9 le provincie, 1178 I comuni di cui 23 comuni capoluogo.
Queste elezioni arrivano in un contesto europeo in cui le durissime direttive economiche che l’Europa ci impone, che in Italia per esempio si sono tradotte nella distruzione dello stato sociale, hanno determinato un cambio di colore in quasi tutti i paesi interessati da sfide elettorali.
Nel Portogallo in crisi vince il centrodestra.
La Macedonia è andata ad elezioni anticipate ed ha vinto il partito conservatore.
In Finlandia, i Veri Finlandesi sono oggi il terzo partito. I Veri Finlandesi partito nazionalista, apertamente contro gli stranieri, l’Europa, l’aborto, i matrimoni omosessuali. In soli quattro anni sono riusciti a quintuplicare i consensi.
In Danimarca dieci anni di centro-destra: e tutto lascia supporre che, alle prossime elezioni parlamentari di novembre, il prossimo esecutivo sarà di un altro colore.
In Spagna , Zapatero ha ottenuto il peggior risultato della storia nelle elezioni municipali (il 27,8% dei voti), quasi 10 punti e 2,2 milioni di voti in meno del Pp, I Popolari di Mariano Rajoy.
La Svezia invece ha scelto di nuovo: Fredrik Reinfeldt, l’uomo che ha rivoluzionato la destra in cui welfare e mercato si incontrano.
In Italia il centrosinistra ottiene il 46.1% dei voti validi, staccando di quasi 9 punti il centrodestra fermo al 37.7%. Il PD con il suo 25.6% è il primo partito nel campione considerato seguito dal PDL, che supera di poco il 20. All’interno degli schieramenti nessuna altra forza, presa singolarmente, riesce a raggiungere il 10%.
Al centro-nord il centrosinistra sopravanza il centrodestra di quasi 16 punti. A Torino si nota come sia il centrodestra che il centrosinistra siano in calo rispetto al 2006 ed il calo è pressoché identico per le due coalizioni.
A Bologna se l’egemonia del cx pure è lungi dall’essere in crisi lo è invece l’egemonia del PD.
A Napoli il cx crolla. Passa da un 60% delle liste a favore della Iervolino a meno del 40% ottenuto sommando le formazioni in supporto a De Magistris e Morcone.Il PD è in enorme crisi e lascia sul campo in cinque anni quasi 100000 voti riducendosi alla sola margherita.
A Milano invece, caso pressocchè unico in Italia, il PD fa la parte del leone guadagna rispetto già alle notevoli prestazione dell’Ulivo nel 2006, oltre 35.000 preferenze.
Al centro Nord la grandissima sorpresa è il movimento di Grillo, capace di raccogliere un insperato 5.5% lì dove al Sud, a Napoli per esempio, non ottiene i risultanti incoraggianti che altrove e si ferma ad 1,76%.
SeL e IDV nazionalmente non superano il 5%.
La Federazione della sinistra riduce le sue preferenze un po’ ovunque.
Degne di nota due liste civiche interessanti.
Una a Bologna, determinante per la risalita del cx. E' la lista che porta il nome di Amelia Frascaroli. A Bologna, infatti, IDV+PD+ lista civica SX per Bologna si sarebbero fermati a 43,43% rispetto al 46,52% del 2009. E’ la lista della Frascaroli con i suoi 20.000 voti a mettere un segno positivo nel bilancio della coalizione.
A Torino invece troviamo i Moderati: una lista civica nata nel 2005 al fianco di Chiamparino che si propone di fare partecipare i cittadini alle scelte per Torino. Sono oggi la seconda forza del cx Torinese.
Se al Nord il CD tracolla rispetto al 2009 (dal 42.6% al 34.9%), Al sud invece, grazie alla forza trainante delle liste d’appoggio, il centrodestra è primo.
Il PDL a Torino in 5 anni perde più voti del PD.
A Milano lascia sul campo quasi 80.000 voti, passando dal 40,87 di FI e AN al 28,62.
A Napoli, anche se le liste del cd passano dal 35% al 43%, il PDL però perde oltre 30.000 voti risultando sottodimensionato ad una formazione delle dimensioni della sola Forza Italia di 5 anni fa. Nonostante i quartieri storicamente più vicini al centrodestra abbiamo risentito maggiormente della piaga dell’astensione, Lettieri, candidato sindaco del cd, è il più votato in municipalità delicate e disagiate come Secondigliano, Pianura, Chiaiano e Scampia.
La lega Nord viene trainata giù insieme al PDL.
Per quanto riguarda Il terzo polo , a nord si limita in pratica a confermare i voti dell’UdC la quale, se confrontata con le precedenti europee e comunali anche, migliora nei posti in cui è rimasta alleata del centrodestra e peggiora, a favore degli alleati, dove si presenta come Terzo Polo, così come dove si presenta assieme al centrosinistra. Se a Torino è in sofferenza e a Milano contiene i danni ma non sfonda attestandosi intorno al 5%. invece a Napoli il terzo polo si attesta come una realtà rilevante raggiungendo l’11%. L’UdC aumenta quindi al Sud il suo peso non pagando il passaggio di schieramento dal 2006 al 2011. Questo risultato testimonia la vocazione meridionalista del terzo polo, che da Roma in giù sarà sicuramente in grado di essere determinante nella politica nazionale.
La formazione finiana, Futuro e Libertà, esce invece molto delusa dall’appuntamento elettorale. Anche solo considerando i comuni capoluogo in cui si è presentata si assesta poco sopra al 2%. A Torino apre il suo debutto elettorale con una vera e propria disfatta. Si ferma sotto le 6.000 preferenze.
Astensione. L’affluenza alle urne è stata del 60,08% degli aventi diritto per le comunali, e del 45,23% per le provinciali. Se si fosse trattato di un referendum, il voto per le provinciali sarebbe addirittura risultato nullo per mancanza di quorum. Poichè alle precedenti elezioni amministrative l’affluenza era stata del 68,56% per le comunali e del 61,26% per le provinciali, si può dedurne un netto aumento della disaffezione degli elettori per il meccanismo elettorale. A Napoli abbiamo un forte calo di affluenza che ha determinato al primo turno una perdita secca di quasi 70.000 voti validi rispetto al 2006.
A Napoli ha votato soltanto il 50,57% degli aventi diritto: poichè De Magistris ha ottenuto il 65,37% dei voti, in realtà è stato eletto dal 32,93% degli elettori, cioè esattamente da un terzo della città.
A Milano la situazione è un po’ diversa, ma non troppo. I votanti sono stati il 67,24% degli aventi diritto, e Pisapia ha vinto col 55,11% dei voti: dunque, col 37,06% degli elettori.
In definitiva, le elezioni hanno mostrato, da un lato, una disaffezione dell’elettorato per il processo elettorale. E dall’altro lato, una sconfitta non solo dei candidati del Pdl, ma anche di quelli del Pd. Questi due campanelli d’allarme suonano all’unisono: la gente ne ha abbastanza della politica tradizionale, e se Berlusconi fa fa bene a piangere, Bersani non fa affatto bene a ridere.
Considerazioni. L’impressione più generale è che a gioire per le vittorie di Zedda a Cagliari, de Magistris a Napoli e Pisapia a Milano non sia stato (solo) il cosiddetto popolo di centrosinistra delle vittorie de L’Ulivo. C’è anche quello. Ma c’è soprattutto un movimento di persone (giovani e non) che per diversi anni si sono dis-connesse dalla politica. Oggi si connettono ma ancora ad intermittenza. Si connettono quando a rappresentare la sinistra ci sono figure credibili. Meglio ancora se selezionate con criteri di scelta trasparenti come le primarie, uno degli assi della manica di queste elezioni.
Il web come veicolo di informazione, propaganda e sondaggio elettorale si è mostrato altro elemento potentissimo come la capacità di entusiasmare le nuove generazioni.
La raccomandazione che ci fanno questi esiti è infine di incorporare al proprio interno la voglia di novità del panorama politico progressista, il desiderio di sinistra.
Altrimenti in queste elezioni 2011 potrebbero essere segnate dai politologi del futuro come l’inizio della fine di un modello di centrosinistra egemone per due generazioni.
Infine è certamente un voto che potrebbe segnare la fine dell’epoca di Berlusconi ma è anche un duro colpo per il maggior partito di centro sinistra, in particolare per i suoi dirigenti.
Per loro è una grande occasione: capiranno che devono farsi da parte in modo rapido e discreto?

(p)Link
Commenti
Storico
Stampa
Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3